Se fondere significa unire strettamente, defondere è il contrario e significa imparare a distaccarsi. Le tecniche di defusione emozionale ci insegnano a pulire e prendere una distanza dalle emozioni negative e a ritrovare il nostro equilibrio interiore.

Quando ci troviamo in uno stato di fusione cognitiva ed emozionale non siamo in grado di separarci dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni. Questo significa che non siamo in grado di vederli oggettivamente; in quel momento noi SIAMO quei pensieri e quelle emozioni. Ma non è così! Come insegna Roberto Assagioli: “Noi abbiamo dei pensieri ma non siamo i nostri pensieri. Noi abbiamo delle emozioni ma non siamo le nostre emozioni.” Per fortuna esistono delle efficaci tecniche di defusione emozionale che sono in grado di venirci in aiuto.

Schemi emozionali reattivi

E’ normale e fisiologico oscillare tra emozioni di benessere e di malessere, a seconda di ciò che viviamo momento per momento. Ciò che non è sano è rimanere bloccati all’interno di schemi emozionali reattivi – non consapevoli – che generano delle risposte comportamentali condizionate.

Facciamo un esempio: una persona ha subito una qualche forma di violenza da piccola in cui è stata strattonata per il collo. In futuro ogni volta che le viene toccato il collo emerge una sensazione di paura e insicurezza che non è in grado di controllare. Se l’episodio è stato rimosso dalla mente conscia non si ricorderà neppure che il collo è stato coinvolto in un episodio fortemente emozionale. Non ricorderà l’episodio ma esso continuerà a condizionarla, anche pesantemente, nelle relazioni con le altre persone.

Le nostre risposte condizionate nascono da come abbiamo reagito in passato a situazioni di stress, sulla base di ciò che il cervello emotivo (il “sistema limbico” in cui l’amigdala svolge un ruolo centrale) ha ritenuto più opportuno. Le risposte si basano su attacco, fuga, paralisi. Quest’ultima subentra al fine di sembrare morti, o quando l’organismo non è capace di scegliere tra le due risposte principali.

Correlazioni tra sistema limbico e corteccia cerebrale prefrontale
Correlazioni tra sistema limbico e corteccia cerebrale prefrontale

Il problema è che quel tipo di risposta – che non è detto fosse idonea neppure durante l’esperienza primaria – è registrata dentro di noi e tenderemo a perpetuarla ancora ed ancora. Le nostre risposte condizionate ci limitano e ci ingabbiano in quegli schemi che stanno alla base del nostro copione di vita e che sono incapaci di portarci benessere e felicità.

Le memorie cellulari

Secondo la medicina energetica i traumi, e i ricordi in generale, sono immagazzinati nelle cellule e nei tessuti sotto forma di schemi di informazione vibrazionale. In realtà le nostre esperienze non sono propriamente registrate nelle cellule, quanto nel campo energetico globale, ma determinate aree del corpo funzionano da “trigger” cioè da attivatori di memorie specifiche.

Rappresentazione simbolica di una memoria emozionale cellulare con emoticon dentro una cellula

Questa correlazione tra memorie e aree corporee è evidente in modo stupefacente quando si applicano delle tecniche dette “somato-emozionali”. In pratica il massaggio profondo o la semplice stimolazione tattile superficiale di un’area corporea può far riemergere dei ricordi specifici oppure far scoppiare a piangere la persona sottoposta a trattamento. E’ un’esperienza che ho avuto migliaia di volte durante il trattamento dei miei pazienti quando ancora praticavo come medico olistico.

Nel trattamento Craniosacrale, ad esempio, esistono delle manovre dette di SomatoEmotional Releasing (rilascio o rilassamento somatoemozionale) che, mediante un contatto delicato ma sapiente con i tessuti corporei, stimolano lo sblocco e il rilascio di queste memorie profonde.

Le pratiche di lavoro corporeo sono in grado di accelerare enormemente un percorso psicoterapeutico o di counseling.

Tecniche di Defusione Emozionale

Esistono delle tecniche di defusione emozionale che è bene siano praticate solo da professionisti/e qualificati/e (ad es. le sessioni di Rebirthing). Ci sono, però, delle pratiche possono essere sperimentate anche da soli, ne cito quattro:

1) EFT

EFT è l’acronimo di Emotional Freedom Techniques (Tecniche di Libertà Emozionale). E’ un metodo messo a punto da un ingegnere americano, Gary Craig, a partire dalle scoperte dallo psicologo clinico Roger Callahan.

Si basa sul picchiettamento mirato di 14 punti chiave del corpo connessi ai 14 meridiani principali. Ogni meridiano energetico della Medicina Tradizionale Cinese è collegato a emozioni specifiche. Si è scoperto che la stimolazione sui punti di origine o dei fine dei meridiani abbinata alla rievocazione di un evento di vita, emozionalmente carico, aiuta a resettare le memorie emozionali correlate e ridona benessere e libertà alla persona.

I punti su cui si picchietta nella pratica dell'EFT

Esiste una fase preparatoria che aiuta a pulire gli eventuali autosabotaggi presente nella persona e poi si fanno più e più cicli rievocando le vicende dolorose. Alla fine è bene concludere sempre con 2 o 3 cicli di picchiettamento in positivo. Ad es. ripetendo: “Mi amo, mi accetto e sono degno/a del meglio dalla vita.” – “Mi onoro e mi rispetto profondamente” – “Mi incammino con fiducia verso la mia completa realizzazione!”.

In Italia l’EFT è stato fatto conoscere da Andrea Fredi, che ne è tutt’ora il maggior divulgatore.

2) Tapping con Respiro connesso

Il Tapping (lett. picchiettamento in inglese), nella forma in cui lo insegno, è una stimolazione generica di tutta la superficie corporea che ha lo scopo sia di attivare i meridiani energetici, sia di stimolare le aree riflesse sensoriali cutanee. In pratica si picchietta con tutti i polpastrelli ogni centimetro quadrato della pelle e, contemporaneamente, si fanno dei respiri continui con la bocca, senza alcuna apnea tra le fasi di inspirazione e di espirazione.

Si può fare il Tapping per energizzarci in modo aspecifico, oppure si può lavorare su un tema specifico rievocandolo durante il picchiamento, rendendolo così efficace per pulire le emozioni negative. Anche in questo caso è bene concludere in positivo come suggerisco per l’EFT.

3) Ricapitolazione

La Ricapitolazione è una potente tecnica energetica che ha lo scopo di recuperare le nostre energie disperse su persone ed eventi del passato e sganciarci dalle energie a noi estranee, che non ci appartengono ma che abbiamo incamerato

Questa tecnica deriva dagli insegnamenti di Don Juan a Carlos Castaneda. Si tratta in pratica di eseguire una respirazione consapevole fatta da lunghe esalazioni mentre la testa esegue una rotazione – dolce e lenta – da destra a sinistra e da lunghe inalazioni eseguite riportando la testa indietro, da sinistra a destra. Durante l’esercizio si rievocano mentalmente le situazioni che desideriamo pulire.

I movimenti della testa dall'alto nella pratica della Ricapitolazione

4) Healing Codes

Infine desidero citare i Codici della Guarigione (Healing Codes) scoperti dallo psicologo e naturopata Alexander Loyd. Si tratta di canalizzare l’energia vitale emessa dalle dita, riunite tra loro, su speciali punti riflessi:

(1) alla radice del naso, tra le sopracciglia;
(2) sulla gola, davanti al pomo d’Adamo;
(3) all’angolo della mandibola, bilateralmente;
(4) poco sopra le tempie, un centimetro circa verso la nuca.

Posizioni della mani nella pratica dell'Healing Code - Codici della Guarigione

Secondo l’autore, Alexander Loyd e il medico Ben Johnson, che l’ha aiutato nella sperimentazione clinica, questi punti stimolano per via riflessa:

(1) ipofisi, epifisi e tutto l’asse neuroendocrino ;
(2) midollo spinale, tronco dell’encefalo;
(3) sistema limbico;
(4) corteccia cerebrale;

Prima del trattamento si pronuncia una preghiera così formulata: “Prego affinché tutte le immagini negative conosciute e sconosciute, le credenze nocive, le memorie cellulari distruttive e tutti i problemi fisici collegati a (il problema che vuoi trattare) vengano trovati, esaminati e guariti, colmandoli dell’amore, della vita e della luce di Dio. Inoltre, prego affinché l’efficacia di questa guarigione si moltiplichi per cento e più volte”.

Lo scopo del trattamento è proprio la pulizia delle memorie cellulari, eradicando quello stato di stress endogeno che – secondo Loyd e Johnson – sarebbe, in ultima analisi, la causa di tutte le malattie.

Libro suggerito

Per iniziare da soli a lavorare con delle tecniche di defusione emozionale efficaci, consiglio di studiare l’EFT. Un ottimo libro è “Manuale di EFT” di Andrea Fredi, dove la tecnica viene illustrata in modo chiaro, dettagliato e alla portata di tutti.
Il DVD allegato presenta dei casi concreti che aiutano a comprendere ancora meglio come effettuare questi trattamenti. 

Copertina del libro Manuale di EFT di Andrea Fredi
“Manuale di EFT – L’Arte della Trasformazione Liberati dalle paure e trasforma le tue emozioni” di Andrea Fredi (My Life Edizioni)


 

Immagine di sfondo di copertina: www.pexels.com