Il Reality Transurfing è un insegnamento che si propone di aiutare le persone a gestire la propria realtà. Questo insegnamento inizia a circolare in Russia, su internet, a partire dall’agosto 2003. L’autore è un ex fisico, Vadim Zeland, che scrive di particolari intuizioni inizialmente ricevute in sogno e poi continuate ad arrivargli, in flusso continuo, anche in stato di veglia. Vediamo adesso, praticamente, in che modo il Transurfing aiuta a gestire la realtà.

Quali sono i presupposti del Transurfing?

Il primo e più importante presupposto del Transurfing è che la realtà non sia unica e immutabile, ma che esista sotto forma di innumerevoli varianti.

Il Transurfing riporta nella realtà macroscopica un principio scoperto dalla meccanica quantistica nel mondo dell’infinitamente piccolo. In pratica lo stato di un elemento della realtà non è determinato fino a che non lo si misura (non lo si osserva). Solo uno dei possibili stati si manifesta, mentre tutti gli altri restano in una dimensione potenziale, il cosiddetto “Spazio delle Varianti”. Nel libro “Tafti la Sacerdotessa”, Zeland definisce questo spazio metafisico anche come “Archivio dell’Eternità”.

Lo Spazio delle varianti è una dimensione metafisica, invisibile, di pura informazione. Contiene ogni possibile linea di vita, passata, presente e futura!

Immagine tratta da Wikipedia e creata con Magic Cube 5D

Questa ipotesi sulla realtà – che non va creduta ma verificata di persona con la pratica – implica anche che gli eventi della vita non siano predeterminati per sempre. Secondo il modello del Transurfing una variante può essere sostituita da un’altra. Ma in virtù di quale principio noi abbiamo manifestato una variante piuttosto che un’altra? Sulla base dei pensieri e degli stati emozionali su cui ci siamo sintonizzati.

La realtà funziona come una radio

Zeland definisce la realtà come uno specchio. Con la peculiarità che l’immagine primaria è quella presente nella nostra mente, mentre il riflesso è la realtà esteriore che percepiamo con i sensi!

E’ una visione apparentemente inverosimile per chi è abituato a ragionare in termini materialistici. Ma la sorpresa è ancora più grande quando, con la pratica, ci rendiamo conto che il Transurfing funziona davvero!

Dal punto di vista del modello del Transurfing non ha senso lottare contro la realtà corrente… ha senso sostituirla con quella che più desideriamo, in accordo di anima e ragione (cioè di pensieri ed emozioni).

Quando non ci piace ciò che emette una stazione radio, ha senso telefonare alla direzione e lamentarci? No! Basta sintonizzarci su una nuova frequenza e cambiare programma radiofonico. Lo stesso va fatto nella vita di tutti i giorni. Con l’aggravante che se iniziamo a lamentarci le frequenze che emettiamo manterranno in vita proprio quella variante che vorremmo allontanare. Come dice Carl Gustav Jung: “Ciò a cui resisti, persiste!”

Lo spazio delle varianti rappresentato da tante matite colorate e una radio che rappresenta come sintonizzazarci
La matita rossa corrisponde alla variante manifesta, tutte le altre sono realtà potenziali che risiedono nello Spazio delle Varianti. Cambiando sintonizzazione interiore possiamo dare alla nostra vita un colore diverso!

Il Fine e i Pendoli

Il Transurfing pone l’attenzione sulla necessità di trovare il fine della propria incarnazione, ciò che mette in perfetto accordo ragione ed anima (che si ha quando “l’anima esulta e la ragione si frega le mani per la soddisfazione”).

Come mai la maggior parte delle persone non vive la vita che vorrebbe? La ragione sta nel fatto che: 1) le persone ignorano come funziona la realtà; 2) le persone sono tendono a sintonizzarci soprattutto sulle varianti negative (lamentandosi, facendo le vittime, arrabbiandosi e irritandosi).

Come se non bastasse lo slittamento verso gli eventi negativi è favorito dai pendoli, campi di energia psichica formati dai pensieri emessi da gruppi di persone allineate su uno stesso modello di pensiero. Questi campi energetici una volta creati diventano autonomi e tendono ad autoperpetuarsi.

Zeland li definisce pendoli perché oscillano su frequenze specifiche ed hanno bisogno di continuare a vibrare su quelle frequenze per restare in vita. Se un pendolo non viene “alimentato”, cioè fatto vibrare, con il tempo si estingue. Un pendolo può essere un’ideologia, un’idea politico, un movimento religioso, una credenza di moda, ecc… I pendoli tendono a sottrarre energia a chi vi aderisce, cercando di sottometterlo al proprio potere ed ai propri fini. Per attingere energia da noi, i pendoli fanno leva sulle nostre emozioni.

Immagine di una fronte stilizzata in computer grafica, con un pendolo che oscilla davanti

Ogni volta che sei infastidita/o o arrabbiata/o per qualcosa stai dando energia a un pendolo. Essere preda di emozioni negative non ti è di aiuto, né è serve a risolvere la situazione… solo rimanendo consapevoli del meccanismo del furto che stai subendo puoi imparare a uscire dalla trappola e risintonizzarti sulle frequenze a te congeniali.

Mentre il pendolo ti dice: “Seguimi. Non pensare con la tua testa e fai come ti dico io!”. Tu tieni sempre a mente ed utilizza il principio di base del Transurfing: “Permetti di essere te stessa/o e permetti agli altri di essere loro stessi!”.

Cosa fare in pratica?

Ecco qualche suggerimento pratico su come applicare il Transurfing:

(1) Leggi i libri di Zeland più volte, senza farti bloccare dal modo un po’ ostico in cui scrive. Con il tempo tutto ti sarà sempre più chiaro e familiare! Trovi tutti i libri di Vadim Zeland usciti in italiano qui:
www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_vadim-zeland.php?pn=1469

(2) Inizia da subito ad applicare quello che Zeland definisce la “tecnica dell’amalgama”. Si tratta di instillare nella propria realtà quotidiana un’intento positivo globale. In pratica bisogna ripetere più e più volte durante il giorno la frase: “Il mio mondo si prende cura di me! o la variante: “Il mio mondo si prende cura di me ed io mi prendo cura del mio mondo!“.

(3) Metti per scritto, nei dettagli e impostando tutto al presente, la variante ideale che senti corrisponderti intimamente (“Ciò che rende la tua vita una festa!”). Zeland definisce questo esercizio: “file di configurazione” e ti suggerisco di leggere questa nuova programmazione ogni giorno, meglio se al mattino. Non rimandare questo esercizio, fallo il prima possibile!

(4) Applicati almeno un quarto d’ora al giorno a visualizzare sia il fine come pienamente realizzato (“visualizzazione della diapositiva del fine”) sia il percorso progressivo del suo conseguimento (“visualizzazione del processo di realizzazione del fine”).

Anche se non puoi conoscere tutti i passaggi che ti porteranno dove desideri, puoi comunque visualizzarti in un processo di compimento progressivo, mediato dalle sensazioni interiori sempre più positive e sempre più affini a te, fino ad arrivare a sentirti del tutto “a casa”.

L'immagine di una testa dall'alto che proietta una diapositiva di una realtà ideale
La tua visualizzazione del fine deve contenere tutte le sensazioni positive che quel fine ti dà.

Esistono varie altre tecniche di Transurfing che potrai conoscere leggendo i libri di Zeland, o seguendomi nel corso completo di Sviluppo Integrale, ma se parti con questi primi passi, già molto potenti, vedrai la tua realtà modificarsi progressivamente.

Quello che è richiesto è metodo, costanza e pazienza e, certamente, anche di fare delle azioni specifiche per la realizzazione del tuo fine. Il lavoro interiore deve potersi coniugare al meglio con un lavoro, coerente, esteriore e tutto il processo sarà così molto accelerato. La “metafisica da divano” non basta!

Un’ultima raccomandazione. Affinché le tecniche funzionino al meglio è indispensabile che il tuo fine tu lo senta possibile, che le emozioni positive di quando lo visualizzi non siano sabotate da credenze negative. Se ci fosse questo contrasto interiore è necessario pulirlo, altrimenti l’efficacia delle tecniche ne sarà fortemente influenzata. All’interno del blog tratterò sicuramente la questione in altri articoli. Se avessi delle domande specifiche fammele pure qua tra i commenti.

Buona vita e buona Realizzazione dei tuoi sogni più autentici!

Libro suggerito

Tutti i libri di Zeland sono molto utili ed interessanti. Se volessi un riassunto di tutta la teoria potresti partire dal libro-agenda “Il Proiettore”, che è una specie di “bignami” del Transurfing con una buona parte del libro composta da pagine bianche, da compilare con gli esercizi mattutini e serali.

La base del Transurfing resta comunque il “Cofanetto Reality Transurfing – La Trilogia dei Bestseller” che raccoglie i primi tre libri scritti da Zeland: Lo Spazio delle Varianti – Il Fruscio delle Stelle del Mattino – Avanti nel Passato.Questa è una raccolta indispensabile – completata dal cofanetto successivo: “Le Regole dello Specchio” con La gestione della realtà e Le mele cadono dal cielo – che non può mancare nella biblioteca di un vero o di una vera Transurfer.

“Reality Transurfing – Il Proiettore La Tecnica di Trasmissione Mentale per creare la tua Realtà” di Vadim Zeland (Macro Edizioni)

Sfondo immagine di copertina unsplash.com



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