Un amore veramente sano nasce dall’amore e dal rispetto per se stessi e non è proiettivo, cioè non proietta sull’altra persona quelle qualità che sono proprie ma che non si è in grado di riconoscere (ad es. amore, bellezza, forza, passione, dolcezza, protezione). L’amore malato, invece, è un amore che crea dipendenza, che ingabbia e che è fortemente proiettivo.

Potremmo dire che derivi dal sogno del Principe Azzurro e della Principessa, trasmessi non solo dalle favole ma anche dai film e telefilm sentimentali e dalla narrativa romantica. Un’illusione dura a morire e che causa un vero e proprio mare di sofferenza nelle persone. Sei anche tu sei afflitta/o da questo male… continua a leggere!

Cos’è l’amore proiettivo

Chiariamo meglio il concetto di amore proiettivo secondo la visione propria dello Sviluppo Integrale. Dentro di noi esistono tutte le qualità dell’essere umano (vedi questo articolo del blog). Ma pur essendo una totalità, noi ci percepiamo in modo molto parziale e per ritrovare la totalità perduta cerchiamo negli altri ciò che sentiamo mancante in noi.

Quando una persona esterna risulta idonea per rappresentarci l’ideale di amore e passione che cerchiamo scocca il meccanismo della proiezione. Quella persona diventa la più importante della nostra vita, da lui/lei dipenderà la nostra felicità.

L’eventuale allontanamento ci risulterà straziante, come se una parte di noi si fosse lacerata, letteralmente. Ed è proprio questo che avviene in caso di separazione: abbiamo messo un pezzo della nostra anima su una persona esterna e questa, allontanandosi, ce l’ha portata via!

L’amore non sano è un amore da mancanza, mentre l’amore sano è un amore di crescita, dove non si ha bisogno dell’altro o dell’altra, ma c’è il piacere di crescere e di migliorarsi assieme. Nelle relazioni di coppia, purtroppo, la grande maggioranza delle persone ha come proprio modello di amore quello da mancanza, limitato e limitante. Per approfondire leggi anche l’articolo sull’auto-compassione.

Caratteristiche dell’amore sano

Ami in modo SANO se:

  • hai una buona stima e valutazione di stessa/o;
  • hai una cerchia di amici e/o amiche capace di darti sostegno e supporto anche al di là della relazione;
  • la tua relazione si basa sulla fiducia reciproca;
  • non sei disposto a stare nella relazione se non c’è reale rispetto, amore, comunicazione e un intento comune;
  • dai spazio ai tre aspetti della coppia: te stesso/a, l’altra/o e la coppia stessa;
  • sei capace di concludere una relazione quando ti accorgi che non è più costruttiva, senza cadere in depressione;
  • accogli il/la tuo partner così com’è – anche con i sui difetti – senza cercare di cambiarlo/a per soddisfare i tuoi bisogni;
  • hai il coraggio di porti delle domande fondamentali: “Questa relazione va bene per me? Mi consente di sviluppare il mio potenziale?” e di darti una risposta sincera;
  • condividi gli stessi valori con il/la tuo partner;
  • i momenti passati in coppia sono per lo più felici;
  • percepisci che, grazie alla relazione, diventi una persona migliore;
  • sei capace di augurare “il meglio” al tuo compagno o alla tua compagna anche se quel “meglio” non dovessi essere più tu.

L’amore dovrebbe essere simile al respiro. Dovrebbe semplicemente essere una qualità dentro di te: ovunque ti trovi, con chiunque tu sia, e anche se sei solo, l’amore continua a fluire dal tuo essere”. Osho

“Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.” Osho

“Ama te stesso. Se non puoi amare te stesso, non potrai amare nessun altro. E se tu non riesci ad amarti, chi potrà mai farlo. Quando non c’è amore né rispetto per il proprio essere, la vita diventa un deserto, perché solo attraverso l’amore e il rispetto si impara a suonare l’arpa del proprio cuore.” Osho

“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere cosa accade!” Osho


Caratteristiche dell’amore malato

Ami in modo NON SANO se:

  • hai bassa stima di te stesso/a;
  • sei per lo più attratta/o da persone problematiche;
  • hai la tendenza ad amare persone che ti rifiutano o non ti apprezzano;
  • vorresti cambiare il tuo partner o pensi di “salvarlo”;
  • hai costantemente paura di essere tradita/o;
  • tendi a controllare il tuo partner e sei possessiva/o;
  • vivi la relazione in modo esclusivo tagliando fuori gli altri interessi e le altre persone;
  • non riesci a prenderti cura di te stessa/o e della tua crescita;
  • non riesci a stare da solo/a (sindrome dell’abbandono);
  • vivi pochi momenti realmente felici in coppia;
  • il tuo corpo ti manda continui segnali di disagio;
  • anteponi i bisogni dell’altro/a ai tuoi;
  • non c’è una reale comunicazione nella coppia;
  • tendi a nascondere (a te, agli amici, alla famiglia) ciò che avviene nella coppia, fino ad arrivare a mentire;
  • sei terrorizzata/o dall’idea che la relazione possa finire.

Libro suggerito

Consiglio caldamente la lettura di questa favola psicologica per adulti:
“La Principessa che credeva nelle favole” della psicologa statunitense Marcia Grad Powers. Già il sottotitolo, di per sé, chiarisce il tema chiave di quetso scritto leggero e profondo al tempo stesso: “Come liberarsi del proprio principe azzurro”!

L’Autrice ha scritto anche “Il Cavaliere che aveva un peso sul cuore”, un altro libro molto illuminante!

Copertina del libro La Principessa che credeva nelle favole
“La Principessa che Credeva nelle Favole – Come liberarsi del proprio principe azzurro” di Marcia Grad Powers (Pickwick Edizioni)

Dalla presentazione del libro: “Questa favola ha una protagonista speciale. Perché Victoria è una principessa, ma anche qualcosa di più. Lei è tutte quelle donne che, dopo aver trovato il proprio principe azzurro, scoprono come non è tutto azzurro quel che somiglia al cielo, e che non c’è dolore più grande dell’essere ferite dalla persona amata.
Sgomenta, incredula, Vittoria decide di accettare l’invito di uno strano personaggio, lascia tutto e intraprende il viaggio alla scoperta di sé, sul Sentiero della Verità… “