L’essere umano è in grado di alimentarsi in modo onnivoro, cioè può mangiare un’ampia varietà di alimenti diversi tra loro, e questo gli ha indubbiamente donato un vantaggio evolutivo nel corso del tempo. In epoche di carestie, infatti, gli ha permesso di sopravvivere ed arrivare fino ad oggi.

Ma essere in grado di nutrirsi in modo onnivoro significa anche essere obbligati a farlo? Mangiare un po’ di tutto significa davvero nutrirsi in modo sano? In realtà no!

Un’alimentazione a base vegetale e tendenzialmente cruda risulta essere la dieta più sana e fisiologica per l’essere umano. Lo comprenderai sempre meglio proseguendo nella lettura, e questa consapevolezza, per te, potrà davvero fare la differenza tra malattia e salute.

Due importanti premesse

Faccio giusto due premesse importanti: 1) in questo articolo non prendo in considerazione i temi di natura etica, che ritengo comunque importantissimi; 2) so bene che arrivare a mangiare in modo sano non è semplice. Si tratta di un percorso per lo più impegnativo, che spesso necessita di anni di adattamenti progressivi, di “cadute” e di insuccessi.
Ma proprio per questo è bene iniziarlo quanto prima!

Alimentazione fisiologica negli animali

Come afferma Sylvester Graham: “Esiste un rapporto definito tra la costituzione fisica di un animale ed il suo alimento normale. L’alimento al quale un organismo è normalmente e costituzionalmente adatto, è l’alimento che servirà nel modo migliore i più elevati interessi biologici, fisiologici, psicologici dell’animale o dell’uomo.”

Per l’animale ‘essere umano’ l’alimentazione più fisiologica è quella vegetale, in particolare frutta, ortaggi, foglie, germogli. E’ possibile che i primi ominidi si siano alimentati anche di insetti, larve, uova, saltuariamente anche di piccoli animali, ma la nostra configurazione corporea (assenza di zanne, assenza di artigli, assenza di mandibola con movimento solo verticale per addentare e strappare la carne, inadatta a inseguire le prede) non ci rende certamente dei predatori carnivori.

Non siamo neppure dei erbivori, in particolare non siamo in grado di digerire la cellulosa, né dei granivori o cerealivori come gli uccelli (senza la cottura, infatti, non ci nutriremmo di cereali). Piuttosto siamo fisiologicamente dei frugivori, cioè dei mangiatori di frutta, con possibilità di onnivorismo in virtù del cosiddetto opportunismo alimentare, che assicura la sopravvivenza in caso di scarsità di cibo più fisiologico.

La nostra vicinanza con i primati frugivori

L’essere umano ha una parentela piuttosto stretta con le scimmie antropomorfe. Le scimmie antropomorfe si nutrono per lo più di frutta (60% orango, 57% bonobo, 50% scimpanzé, mentre i gorilla di montagna ne mangiano poca prediligendo foglie, steli, germogli) e poi di foglie, corteccia, bacche, noci, germogli. Da notare che anche la caratteristica del pollice opponibile che è tipica dei “raccoglitori” (di frutti), non certo dei predatori.

immagini di gorilla, scimpanzé, bonobo, orango, le scimmie antropomorfe

In caso di necessità questi primati mangiano insetti, vermi, piccoli vertebrati, uova d’uccello. Il 98 % e più della loro alimentazione, insomma, è composta di frutta e vegetali.

Da un punto di vista strettamente comportamentale va anche considerata la repulsione naturale alla vista del sangue e dei cadaveri, che per un predatore carnivoro sono motivo di eccitazione e stimolo della fame.

foto di carne rossa, erba e frutta

Cibo cotto contro cibo crudo

Per ricavare il miglior nutrimento di qualità dal cibo non è sufficiente fare una valutazione sulla sua origine animale o vegetale, è necessario portare attenzione anche ad un altro aspetto: la cottura del cibo.

  • La cottura oltre 42° C distrugge il contenuto enzimatico  dei cibi crudi e la loro vitalità (il cibo diventa “morto”).
  • Una cottura prolungata può portare ad una minore disponibilità di alcuni aminoacidi considerati essenziali (cisteina, triptofano, metionina, lisina).
  • Gli zuccheri semplici, sottoposti ad alte temperature, reagiscono con le proteine formando prodotti bruni non utilizzabili dall’organismo e tossici (reazione di Maillard).
  • Ad alte temperature la creatina presente nella carne e altri amminoacidi formano delle sostenza altamente tossiche (HCA – HeteroCyclic Amine).
  • La cottura può distruggere circa il 50% delle vitamine termolabili (vit. C, B1, B2, B5, B9, E, A).
  • Nell’acqua di cottura, se non utilizzata, vengono dispersi i sali minerali e le vitamine idrosolubili.
  • Dalla rottura dei trigliceridi si ottengono acidi grassi liberi e glicerina, che in parte si trasforma nella  tossica acroleina.
  • I grassi polimerizzano, cioè si uniscono fra loro aumentando la viscosità e diminuendo la digeribilità.
  • Gli acidi grassi insaturi e l’ossigeno dell’aria reagiscono determinando ossidazione e irrancidimento.
  • I grassi cotti ritardano l’assorbimento di calcio, magnesio, ferro e rallentano lo sviluppo delle ossa.
  • E soprattutto la cottura abbatte la frequenza vibrazionale, vitale, dei cibi!

Il potere rigenerante di una dieta crudista a base vegetale

Leggendo online si ritrova spesso la contrapposizione ideologica tra carnivori e vegani o fruttariani. Al di là delle considerazioni etiche, ogni parte cerca di avvalorare scientificamente la propria posizione.

E’ vero che anch’io, in questa sede, ho dato qualche nozione rudimentale di anatomia e fisiologia, ma dal mio punto di vista ciò che conta veramente è la sperimentazione su se stessi. Nella mia esperienza personale, sia come individuo sia come medico, ho trovato degli enormi benefici nel passaggio al veganesimo interamente o tendenzialmente crudista.

Ho potuto verificare come questo tipo di alimentazione porta a una progressiva disintossicazione e a una normalizzazione del peso corporeo. L’energia e la vitalità aumentano nettamente, fatto salvo il periodo iniziale di depurazione. La mente diventa più lucida e reattiva. Avviene una guarigione progressiva anche dalle malattie croniche e degenerative. La pelle ringiovanisce. Gli odori corporei sgradevoli svaniscono. Non esiste più la sonnolenza postprandiale. La meditazione e la connessione con gli stati più elevati della coscienza sono grandemente agevolate.

Se quanto detto ti ha incuriosita o incuriosito… per gli approfondimenti rimando ad ulteriori articoli di questo blog, ai libri del settore, al sito Meglio Crudo gestito da una cara amica e, naturalmente, al percorso completo dello Sviluppo Integrale.

Libro suggerito

Il libro “Meglio Crudo – Scopri l’alimentazione crudista e naturale, per essere in forma e in salute” di Rosanna Gosamo, offre una visione dettagliata sia dei principi teorici del crudismo che della sua progressiva integrazione nella propria routine alimentare. Il libro contiene anche molte buone e semplici ricette.

Copertina del libro 'Meglio Crudo' di Rosanna Gosamo